5 dicembre 2025
Il mancato assalto anfibio russo a Odesa
Nei primi tempi di questa guerra, nella primavera dell'anno 2022, a cadenza quasi quotidiana, media e "esperti" hanno vaticinato un assalto anfibio russo alla costa meridionale dell'Ucraina: Odesa e il suo litorale.
Gli operatori dei media erano particolarmente "agitati".
Sappiamo bene che i media e "esperti" vivono delle emozioni dei loro utenti e più spesso che qualche volta prescindono dalla verità e dalla capacità di leggere la situazioni.
Tale assalto anfibio non è mai avvenuto.
Ciò ha precisi motivi, che pazienza i media, ma gli "esperti" dovrebbero conoscere, soprattutto quelli che hanno un background militare.
In quel momento, Odesa era difesa dai volontari della "Difesa Territoriale".
Sicuramente per dileggio, suggerendo che essi non sarebbero stati all'altezza della situazione certi "esperti" hanno definito "dopolavoristi" questi cittadini-volontari.
Quando, per motivi che sfuggono alla comprensione, qualcuno è convinto che la Russia e le sue truppe siano imbattibili, c'è in effetti poco da fare: è opportuno smettere di tentare di convincerli.
E' meglio non perdere tempo e lasciarli infatti a bollire nel loro brodo.
I "dopolavoristi" sono quel tipo di truppa che ha impedito alle truppe paracadutiste russe di atterrare all'aeroporto di Hostomel e predisporsi a occupare alcuni elementi della viabilità afferente a Kyiv.
Esatto!
Alcuni elementi della viabilità.
Kyiv è una città grande come Roma e in effetti ci vorrebbe un po' più di alcuni aerei riempiti di spetznaz per prendere una città di quelle dimensioni.
Ma per gli "esperti" questo sarebbe solo un inutile dettaglio: quisquiliae.
Quelli erano erano i giorni del mantra secondo cui "Kyiv è assediata", "Kyiv sta per cadere" (sì, dal seggiolone).
Quella volta Spetznaz e incursori russi non hanno nemmeno messo piede a terra.
Non è in effetti che le tanto osannate "Truppe d'elite russe" abbiano finora "fatto vedere" qualcosa di buono, in Ucraina, e quello fu per loro solo l'inizio di una serie di debacle e defaillance che ci sarebbe da nascondersi.
Da diversi mesi gli aeromobili che li hanno trasportati quella volta sono ospiti dei depositi di rottami, sforacchiati e bruciati.
Gli elicotteri di allora hanno teminato di ripescarli dal Dnipro un paio di mesi dopo i fatti.
Ma questo si riferiva a Hostomel.
Le Truppe di Difesa territoriale ucraine si sono addestrate nei fine settimana dell'inverno 2021/22, a cura dei volontari della "Operazione antiterrorismo" (ATO), che l'Ucraina svolgeva a partire dall'anno 2014 nel Donbas.
I veterani della ATO sono a loro volta cittadini volontari che hanno molta esperienza di combattimento con i finti separatisti del Donbas e le truppe russe.
A quanto pare sono bravi anche nell'addestramento, trasferendo ai "dopolavoristi" l'esperienza acquisita sul campo.
Evidentemente questi volontari conoscono il loro nemico, sanno come fare con esso e, senza tante librette e presentazioni Powerpoint e altri orpelli, lo hanno insegnato a altri cittadini ucraini, trasformandoli in "combattenti".
Lo hanno fatto tanto bene che, a volere essere "coloriti", si può senz'altro dire che i "dopolavoristi" hanno fatto "il lato B a striscie" alle truppe d'elite russe.
Torniamo quindi a occuparci del mancato assalto anfibio nella zona del litorale di Odesa.
Quella dell'attacco anfibio a Odesa era una idea suggestiva, che avrebbe riempito, come di effetti è accaduto, pagine di giornale e minutaggio nei talk show e ridata un po' di vita al pensionamento di certi "comandanti di scrivanie".
Li ricordiamo tutti gli "esperti" in TV di fronte a una cartina, mentre spiegavano come i poveri ucraini sarebbero stati soppaffatti e che i russi avrebbero dilagato e avrebbero raggiunto Kyiv e il popolo li avrebbe accolti sventolando la bandiera aquafresh.
Dopo quasi 4 anni ne stiamo ancora a parlare...
Allora, al massimo alcune navi da sbarco russe "si sono fatte vedere" al largo, ma non si sono mai avvicinate abbastanza.
L'assalto anfibio a Odesa non è avvenuto e anche una conoscenza infima della dottrina, della conformazione del terreno e della situazione dell'intero teatro avrebbe portato a non trattare questo argomento, in quanto assurdo.
Ma era funzionale a "l'Ucraina sarà sopraffatta in breve tempo", che allora andava per la maggiore, come adesso va per la maggiore "è inutile, tanto vincerà la Russia".
Questo è possibile, ma non accadrà per questioni militari, perchè in base alle questioni militari la Russia avrebbe già perso, bensì per lo squallore e l'amoralità di chi, dopo averlo promesso e giurato, sta centellinando supporto e aiuto.
Piccola parentesi: pur avendo fatto molto molto meno, la Serbia è stata messa a tappeto, senza che nessuno in Occidente abbia dovuto mettere un solo soldato sul terreno per farlo.
Replicare che "ma la Russia ha la bomba atomica" non vale, perchè non cambia i fatti.
E non siamo neppure certi che il "supposto" arsenale nucleare russo sia in condizione di funzionare.
Forse lo sanno gli "esperti", se è ancora il caso di fare affidamento su di loro.
Vediamo dunque quali condizioni sarebbero state necessarie alla Russia per svolgere un assalto anfibio nel sud dell'Ucraina continentale:
- sorpresa: avendo palesato le sue navi con largo anticipo, la Russia non ha mai avuto il vantaggio della sorpresa,
- dominio aereo nell'avvicinamento e sulla costa: la Russia non l'ha mai avuto,
- dominio navale almeno nelle acque antistati la presa di terra: in considerazione di come la Flotta russa del Mar Nera è stata ridotta dall'Ucraina, che una Marina non l'ha, questo requisito non si è mai verificato,
- preparazione del terreno mediante l'artiglieria navale e/o bombardamento aereo: la Russia non l'ha eseguita,
- selezione della spiaggia adatta: nel sud dell'Ucraina la spiaggia è poco "profonda" e sovrastata da una ripida falesia costiera, imponente scarpata a strapiombo.
Lo so, essendoci stato: conosco Odesa e il suo litorale.
Ma basterebbe selezionare la vista "satellite" su Google Maps per notarlo.
Cosa che non si fa quando si è "strapieni di se stessi"...
Parentesi: uno dei monumenti caratteristici di Odesa è la "scalinata Potiomkin", di fronte al porto passeggeri, resa famosa da un film del regista sovietico Eisenstein.
Chissà come mai i sovietici hanno fatto costruire una grandiosa scala proprio lì...
In effetti, quello di collegare luoghi situati su livelli diversi mediante una scala è una tecnica che risale ai tempi preistorici.
I nostri esperti non devono averci pensato...
- immediato supporto terrestre: per evitare l'annientamento delle truppe sbarcate eventualmente superstiti, le stesse dovrebbero essere sostituite nell'immediato da truppe terrestri più numerose e dotate di armamento più pesante.
A meno di effettuare uno "sbarco sopra lo sbarco" la Russia non era nella condizione di "portare" truppe terrestri a Odesa, che era sempre, e tuttora è, separata da almeno 100 km di territorio ucraino dalle sue truppe più vicine che non hanno mai superato di molto l'agglomerato urbano di Kherson e ne sono state cacciate, come si direbbe, a calci in...
Tutto questo fa parte della base dottrinale che dovrebbe essere bagaglio tecnico di chiunque discetti di questioni militari, a maggior ragione se sono stati militari...
A volere essere pignoli, le truppe anfibie russe sono numericamente limitate e non adatte alla conquista di una città come Odesa, che ha oltre un milione di abitanti.
Possiamo anche aggiungere che prima della guerra l'Ucraina ha migliorato le sue difese costiere, schierando artiglieria, missili antinave, come il Neptune, che poco dopo ha affondato l'incrociatore Moskva, l'ammiraglia della Flotta del Mar Nero, e droni, fra cui il turco Bayraktar, che in quel periodo stava egregiamente sfoltendo le colonne corazzate russe.
Immaginiamo, per puro scrupolo, che la Russia tale assalto anfibio l'abbia potuto fare, che lo volesse fare è ovvio, si sarebbe presentata la seguente situazione:
- alcune navi da sbarco russe, praticamente a riva, immobili e impossibilitate a muoversi dalla rampa anteriore abbassata per fare scendere truppe e mezzi,
- un imprecisato numero di truppe ucraine in posizione sopraelevata,
- una quantità imprecisata di razzi anticarro, artiglieria e altri armamenti ucraini pronti a colpire le navi da sbarco russe direttamente nella "pancia"...
Non credo serva aggiungere molto altro.
Queste considerazioni erano logiche e ovvie anche allora, persino per i russi, che infatti lo sbarco non hanno avuto il coraggio di accennarlo.
Va smentito, in quanto non vero, che la minaccia di un potenziale sbarco anfibio russo abbia costretto le Forze Armate ucraine a mantenere un alto livello di difesa sulla costa, distraendo risorse preziose da altri fronti: Odesa e il suo litorale erano e sono tuttora presidiati e difesi dalle truppe della Difesa Territoriale, i citati "dopolavoristi".
D'altronde, l'assurdità stessa che uno sbarco anfibio potesse essere svolto proprio lì era già nota.
Possiamo anche ipotizzare che all'inizio del conflitto, la presenza di grandi navi mercantili cariche di derrate alimentari ormeggiate nei porti della regione e/o ivi diretti o da lì in uscita possa aver dissuaso la Russia dal lanciare un attacco diretto alla costa.
Rinfreschiamo quindi la memoria: la Russia non ha MAI evitato di sottoporre il litorale, Odesa e i porti e le navi civili a attacchi aerei, bombardamenti e lanci di droni e missili.
Probabilmente solo pochi debosciati, nonostante tutto, ancora non si avvedono che la Russia attacca di preferenza obiettivi civili.
In estrema sintesi, l'assalto anfibio russo al litorale meridionale ucraino non è avvenuto perchè alla Russia mancavano il dominio aereo e navale nel saliente, la sorpresa, sufficienti truppe anfibie, erano assenti truppe di rincalzo, la difesa umana e tecnica ucraina era in posizione dominante e in possesso di armamenti necessari e sufficienti a affrontare e respingere la minaccia.
Gli esperti nostrani tuttora ne parlano come se si trattasse di una occasione mancata per i russi.
Invero, non farlo è stato una cosa saggia: una delle poche cose saggie che siano riuscite ai russi in questa guerra.
Non si chiedano indicazioni stradali a un esperto: è quasi sicuro che ci si troverebbe sulla strada sbagliata.